
Carissimi genitori,
mesi fa ho scoperto quanto sia bello e divertente parlare ai ragazzini. Non che prima non lo facessi, solo che intendo “parlare di cose serie” ma con il loro linguaggio. Tutto è nato da Luigi Garlando, un giornalista della Gazzetta dello Sport che, tra le altre cose, ha scritto “Per questo mi chiamo Giovanni”.
Il bravissimo Luigi ha avuto il coraggio di parlare di mafia usando il linguaggio dei più piccoli: è partito dalla quotidianità della scuola e, passando dalle tante cose che i ragazzini fanno tutti i giorni, è arrivato al sacrificio di Giovanni Falcone per la sua terra.
Io non ho fatto altro che riportare ai più giovani l’esperienza raccontata in questo libro. E l’ho fatto usando un carciofo per rendere bene l’idea di cosa sia Cosa Nostra, l’ho fatto sciogliendo un’aspirina in un bicchiere d’acqua per far capire cosa successe al piccolo Giuseppe Di Matteo, l’ho fatto dimostrando quanto i “mafiosi” sono così vicini a noi.
La loro prima reazione è stata quella di andarsi a leggere il libro. Il problema arriva dopo. La vostra reazione.
Carissimi genitori, la nostra società oggi è stereotipata: televisione, giornali e radio pensano per noi; i videogiochi ci permettono persino di non pensare; la messa la domenica mattina ci apre le porte del paradiso. Un ragazzino può ricevere un impulso positivo, ma la realtà che lo circonda ben presto lo trascina via nell’abulia generale. Allora dovremmo essere noi genitori ad alimentare quegli impulsi.
In particolare, in questo momento, vorrei rivolgermi a tutti quei papà e quelle mamme ideologicamente schierate nel partito di Berlusconi o comunque vicine al suo pensiero.
Non discuto per nulla le motivazioni che vi hanno spinto a ritenere quelle le forze migliori per guidare un Paese, non è questo il problema, almeno in questo caso. Quello che invece vorrei – io e migliaia di persone in Italia – è che spiegaste ai vostri ragazzi che, nonostante tutto, non condividete le parole del Premier.
“So che ci sono fermenti nelle procure di Palermo e Milano che ricominciano a guardare a fatti del '92, '93 e '94. E' follia pura. Quello che mi fa male e' che gente così, con i soldi di tutti noi, faccia cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene comune del Paese”.
Carissimi genitori, i primi anni ’90 la mafia si mobilitò per annientare coloro che, dopo anni di sacrificio e duro lavoro, stavano smantellando la struttura mafiosa. Tutti – o quasi – conoscono la parola “fine” che Cosa Nostra si era illusa di scrivere sulle storie di Falcone e Borsellino. Con quelle bombe, con quel tritolo, si tentò di azzittire un popolo, non due magistrati. Ma, loro malgrado, l’effetto fu quello di alimentare il seme della legalità, soprattutto tra i più giovani.
Per anni si è discusso su quali fossero gli intrecci tra l’organizzazione criminale e lo Stato, si vocifera da anni di trattative segrete. A quanto pare, qualcuno si è deciso a parlare e nuovi coraggiosi “eroi” stanno tentando di ricostruire la vera storia di quegli anni.
Spiegate, allora, ai vostri figli che nessuna procura vuole cospirare contro nessuno, in particolare, per quale motivo il presidente del Consiglio si debba ritenere perseguitato dalla riapertura di fascicoli che non lo riguardano. A meno che… a meno che lui sappia cose a noi sconosciute.
Quei soldi, quelli che Berlusconi ritiene sprecati, migliaia di italiani siamo disposti a metterceli di tasca nostra pur di vedere la giustizia fare “giustizia”, in primis per Falcone e Borsellino e tutti coloro che sono caduti in questa guerra. I soldi davvero sprecati sono quelli per le auto blu di lor signori, sono quelli per le scorte a gente come Sgarbi, sono quelli per consulenze miliardarie affidate ai miliardari.
Carissimi genitori, io ho scoperto quant’è bello parlare ai ragazzini di cose serie e continuerò a farlo. Ma quando loro torneranno a casa, accenderanno la tv e ascolteranno Berlusconi sparare sulle procure, quando ascolteranno Napolitano chiedere equilibrio al Csm nel rispondere al presidente del Consiglio che delegittima l’antimafia, quando sentiranno associare i nomi di Brusca e Riina e Provenzano a quelli di Falcone e Borsellino… quando succederà tutto questo, togliete il volume e parlate loro col cuore. Ditegli che Brusca giocava a carte con un bambino che dopo 2 anni ha sciolto nell’acido, spiegategli che Riina era il capo dei capi di un pugno di assassini, raccontategli che Falcone non ha potuto provare la nostra stessa gioia di essere genitori perché non voleva un figlio nato già orfano.
Carissimi genitori,
i vostri figli sono il nostro futuro e la nostra memoria. Non dimenticate di parlargli, di cose serie, ma con il loro linguaggio.


10 commenti:
Ciao Tony, che posso dire, sai come la penso. I genitori d'oggi sono molto impegnati a vedere la telvisione ma quando si parla di politica mafiosa, di Berlusconi, ti dicono: "ma tu cosa ci guadagnì a dannarti". Io continuerò ad insegnare etica ai ragazzi e se tu mi aiuti possiamo sperare in loro che sono un'altra storia.
Ciao Tony,
raccolgo con gioia e con entusiasmo la tua lettera, e condivido tutte le riflessioni in essa contenute.
Nel mio lavoro (lavoro in Rai) sono spesso a contatto, diretto o indiretto, con le "persone" che "contano" (VIP, politici, attori ecc.).
E conosco perfettamente i meccanismi con cui viene realizzata la maggior parte delle trasmissioni, radiofoniche e televisive.
Per questo non ascolto quasi piu' la radio, ne vedo la televisione se non per programmi da me rigorosamente selezionati, non per il timore di esserne poi condizionato, ma per occupare il tempo ad altre attivita' piu' nobili.
Da tempo cerco di parlare con mio figlio (oggi 19enne) delle cose che riguardano la nostra vita, per cui anche della mafia e della politica, usando un linguaggio piu' possibile vicino a quello dei bambini, (anche adesso che e' grande!).
Ho cercato di spiegargli, anche con l'esempio e col comportamento, a volte da "fesso", che la furbizia e' l'anticamera della mafia.
La mafia non sono quelli che sparano (quella e' la manovalanza): la mafia sono spesso i "colletti bianchi" e spesso siamo anche noi, quando cerchiamo una scorciatoia per i nostri interessi scavalcando chi sta "in fila" prima di noi.
Ho cercato di fargli capire che non bisogna inseguire la "bellezza", la ricchezza materiale, ma che bisogna imparare a "cavarsela da soli" e a dare aiuto a chi ne ha bisogno.
Ho scoperto che parlare in questo modo, come anche tu asserisci, suscita nei bambini un senso di curiosita' che li spinge a verificare a loro modo certe "notizie", anche se poi bisognerebbe vigilare sugli altri "input" (senza necessariamente negarglieli, ma non lasciandoli soli).
Parlare in questo modo (da bambini) di queste cose ai grandi, ha poi, per alcuni, un effetto ancora piu' "devastante": la chiarezza con cui si espongono le cose nel linguaggio dei bambini, non lascia adito ad equivoci e fraintesi!
E chi ha la coda di paglia si arrabbia... e comunque non e' il futuro.
Il futuro, come dici, e' nei giovani, ed e' importante parlargli sin da piccoli e prepararli perche' il mondo sara' condotto da loro!
E noi genitori abbiamo questo compito importantissimo e delicato, poiche' prima di dare i giusti messaggi a loro, dobbiamo cercare le motivazioni della vita nella nostra coscienza.
Ti saluto con affetto, anche la tua famiglia e sii felice: siamo in parecchi a pensarla in questo modo e ad agire di conseguenza!
Antonio
Roma
Ciao Tony.
Grazie della determinazione e della sensibilità con la quale hai affrontato questo tema scottante. Appena avrò dei figli farò come te. Mi sto atrezzando bene..
Conta sul fatto che siamo tanti ad avere a cuore questo problema, nonostante ci sia una continua umiliazione di chi si impegna in questa direzione. Una nuova cultura, libera dalle fallaci promesse dello "scendere a compromessi" è in arrivo.. Buona fortuna!!
Mi dispiace non poter rispondere direttamente ad Antonio per il suo bellissimo commento non avendo alcun suo riferimento. Allora lo faccio qua, semplicemente dicendoti grazie e salutandoti con affetto.
Grazie anche a Matteo... sono certo che una nuova aria si respiri, ma quando sai che ragazzini non conoscono Falcone e Borsellino capisci che ancora tanto c'è da fare. E allora qualcuno lo deve fare. Non aspettiamo che quel qualcuno siano sempre gli altri. Un forte abbraccio e buona fortuna a te.
ciao Tony,
grazie per la tua bellissima lettera. Quando è stato deciso di venire a Palermo per la manifestazione del 19 luglio a sfilare con l'agenda rossa c'eravamo anche io e mia moglie spingevamo il passeggino. Spero che questo esempio serva a tanti altri genitori come noi e mi auguro di proseguire su questa linea di impegno personale e civile perchè non possiamo tacere, non possiamo accettare tutto questo schifo. Lo dobbiamo ai nostri figli, al loro futuro e soprattutto a noi stessi.
Spero di vederti a Roma. Noi ci siamo e noi ci saremo sempre.
un caro saluto dalle Marche
andrea
Lettera stupenda che, col tuo permesso, metterò anche sul mio blog, ovviamente lincandola al tuo, affinchè chiunque ne colga la straordinarietà, possa venirti a dare il suo sostegno.
Ciao_
Roby
Bellissima lettera Antonio, certamente da divulgare...
Con il tuo permesso il mio blog e Facebook accoglierebbero con gioia tale scritto.
Grazie Sergio (Vicenza)
Grazie a tutti per l'apprezzamento... tira su il morale sapere che tutta Italia "sente" fortemente questo tema e che, quindi, non è solo un problema siciliano. Ne approfitto anche per autorizzare, chiunque voglia, a pubblicare la lettera sui propri siti.
Un grazie di cuore.
il guaio caro Tony e già fatto , io non vorrei essere pessimista , ma non si puo' fare a meno di vedere tutto quello che ci circonda dai bla bla del premier, a gli sproloqui della lega, alle verità nascoste e alle evidenti bugie che sentiamo dalla mattina alla sera
grazie per i tuoi scritti una goccia d'acqua nel deserto....
CONCETTA
Caro Tony, io ogni tanto rileggo questo straordinario post e mi emoziono... Colgo sempre frasi che mi erano sfuggite o avevo dimenticato.
Ne parlo con amici e conoscenti... Che dire: cerco di venirti dietro.
Ciao_
Roby
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